Over Trek

Un semplice Blog in cui parlerò di tutto quello che mi va a genio in un determinato momento della mia vita.

maggio 06, 2006

Stadium Arcadium

"Stadium Arcadium" è il nuovo doppio album dei Red Hot Chili Peppers uscito il 5 maggio in tutto il mondo. Dopo quattro anni dall'ultimo disco, "By The Way", secondo la critica non dimostratosi all'altezza dei vecchi "Blood Sugar Sex Magik" e "Californication", i Peppers si prospettano un ritorno alla grande.

A dispetto di alcuni che lo ritengono un By The Way 2, credo che Stadium sia un grande album molto più filosofico rispetto a tutti i precedenti, soprattutto se si pensa a "Mother's Milk" e "Blood Sugar Sex Magik" dove il tema principale era il puro e semplice sesso. I californiani hanno superato loro stessi, con ritmi sempre funky ma più calmi e decisamente più musicali. Il primo disco "Jupiter" per citare il vocalist Kiedis rappresenta l'intelligenza creativa (Giove), mentre il secondo, "Mars", è la guerra e insieme; attenzione, però: per noi ‘guerra’ non ha una connotazione violenta o distruttiva; ha più a che vedere con la rivoluzione ed il cambiamento”.

Kiedis ha aggiunto ancora, sul titolo dell'album: "Spero che significhi qualcosa di diverso per ognuno, ma per me, nel ritornello della title-track, ho come la sensazione di essere fuori in una landa desolata con tantissima gente e creare una luce enorme, suonando per quelle persone e riflettendo l'amore che circola tra noi e loro".

Una band sul punto di rottura ha trovato il giusto modo di continuare a collaborare, attraverso l'amicizia, l'amore, ed il rispetto reciproco che li lega. Stadium Arcadium è la materializzazione di tutto ciò. Se vi aspettare di ritrovare i "peperoncini" di 10-15 anni fa vi sbagliate di grosso perchè troverete degli uomini che sono maturati ed hanno abbandonado la droga, per dedicarsi appieno alla loro primordiale ragione di vita, la musica, il suono che per loro è sempre stato simbolo di sacralità.

"In tutti gli album che abbiamo fatto, abbiamo sempre cercato di avere un concetto comune e di non perdere il senso della direzione", ha spiegato Frusciante. "L'idea più importante per questo album era il movimento, - ha aggiunto Chad - venivano aggiunti costantemente nuovi elementi, in ogni ritornello o verso. Poteva essere un coro o una parte di chitarra, un ritmo diverso o uno stile inatteso".

Frusciante e Flea a mio avviso sono davvero ad altissimi livelli, anche Chad è migliorato esponenzialmente alla batteria, mentre di Anthony si può apprezzare come sempre la sua voce camaleontica. Posso piacere o meno, questo dipende da ognuno di noi...a me piacciono molto. E' innegabile che il tasso musicale che hanno raggiunto è molto elevato e magico...sembra che ti trasporti in un universo vorticoso di sensazioni. E poi non dimentichiamo i testi...come si fa a giudicare della musica senza sapere cosa dice?! E' da presuntuosi...

Snow (Hey Oh): La vita offre sempre una nuova possibilità. Per quanto il tuo orticello sia sporco e devastato, la neve fresca rende il panorama candido come il primo giorno.

Grazie ragazzi. Grazie John...
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 25, 2006

Last.fm

E' da un pò che vedevo alcuni conoscenti parlare di Last.fm, un sito nel quale ogni utente registrato ha una sua track list che memorizza canzoni e gruppi musicali, stilando una sorta di classifica di quelle più ascoltate. Non è che sia qualcosa di particolare, poichè basta un semplice lettore audio che te la fa pure lui (es. iTunes, Windows Media Player, Winamp), ma l'idea è carina, visto che si può vedere cosa ascoltano gli altri (anche in tempo reale), e si conoscono sempre nuovi gruppi. Oltretutto, in base al tipo di musica che uno ascolta, il sito consiglia in automatico cosa ascoltare d'altro e che libri leggere (sempre relativi alla musica ascoltata).


Il mio nick su Last.fm è hush-hush. Le ultime canzoni che ho sentito potete vederle in basso nell'indice del blog, dove ho inserito un codice che il servizio permette di pubblicare su fonti alternative (es. blog, siti, etc ... ). Per quanto riguarda il mio profilo il link è questo qui.

Buon ascolto a tutti.
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 23, 2006

Blood Sugar Sex Magik


Beh, che dire di quest'album?! Sicuramente quello che ha lanciato i Red Hot Chili Peppers sulla cresta del successo. Quinta fatica della band californiana, formata da Kiedis (voce), Flea (basso), Frusciante (chitarra), Smith (batteria), nonchè primo album con la casa discografica Warner Bros, datato 1991. Questo album non ha un genere di riferimento, ma è un'insieme di generi musicali: dal funk, al pop, al rock, al punk, persino alla prima sperimentazione di crossover. 17 tracce ad alto voltaggio, in cui si sente tutta la carica del gruppo.
  1. The Power Of Equality - 4:00
  2. If You Have To Ask - 4:11
  3. Breaking The Girl - 5:03
  4. Funky Monks - 5:22
  5. Suck My Kiss - 3:35
  6. I Could Have Lied - 4:10
  7. Mellowship Slinky In B Major - 4:00
  8. The Righteous And The Wicked - 4:05
  9. Give It Away - 4:45
  10. Blood Sugar Sex Magik - 4:31
  11. Under The Bridge - 4:34
  12. Naked In The Rain - 4:30
  13. Apache Rose Peacock - 4:43
  14. The Greeting Song - 3:14
  15. My Lovely Man - 4:45
  16. Sir Psycho Sexy - 8:24
  17. They're Red Hot - 1:44

Si parte dal funk di The Power Of Equality, a If You Have To Ask nella quale si può gustare un breve assolo di Frusciante nel minuto finale della canzone (tendenzialmente melodica). Terzo pezzo è Breaking The Girl, molto californiano, in cui si avverte un pò di nostalgia dalla voce di Kiedis che racconta di come ha deluso una ragazza per colpa di come è stato tirato su dal padre, il quale gli ha trasmesso il puro e semplice desiderio sessuale. Più o meno simile è anche Funky Monks nel quale, a tratti, in un esubero di chitarra, Kiedis sembra affrontare le tristi vicissitudini di rapporti occasionali dicendo, come da titolo, che al mondo non ci sono santi e tutti posso sbagliare, l'importante è essere onesti. Sempre tra esuberi sessuali si arriva a Suck My Kiss, il pezzo crossover (genere fino a quel momento inesistente) dell'album in una bella combinazione Frusciante, Flea, Smith.
Sesta traccia è I Could Have Lied, a tratti straziante, che sa molto di canzone suonata in solitudine su una spiaggia della California, nella quale Frusciante esibisce tutta la sua maestria in un assolo finale convincente. Ed ecco che con Mellowship Slinky In B Major e The Righteous And The Wicked si approda al pop/funk, fino al funk più duro di Give It Away, una delle colonne portanti del disco, nella quale Kiedis fornisce un'interessante prestazione vocale, un funk-rap che solo lui poteva tirare fuori. Con Blood Sugar Sex Magik, traccia che da il titolo all'album, Kiedis, accompagnato da una iniziale distorsione vocale, esprime tutta la magia e l'euforia, nonchè il piacere umano della carne.
Undicesimo pezzo, nonchè il più significativo di tutto l'album, composizione di maggior successo dei Red Hot, Under The Bridge si consacra come una delle più belle e toccanti canzoni rock del decennio. Con essa Anthony ricorda la sua vita stupidamente segnata dalla droga.
Si arriva ad una Naked In The Rain in cui Flea può far sentire tutta la sua bravura con il basso, nella quale si esalta la libertà a discapito degli schemi sociali con i quali si ad operare una rottura. Piacevolissimo il funk/rock musicale di Apache Rose Peakock, uno dei pezzi che più si avvicina al ritmo di Californication (album del 1999).
Sembrano stiano per spegnersi ... ma non è così. Con un colpo di energia i Red fanno assaporare all'ascoltatore un rock movimentato intitolato The Greeting Song, in cui Smith suona in maniera pulitissima per tutto il brano, accompagnato da un piacevole Flea. Con My Lovely Man i ragazzi si ritrovano a far sentire il dolore che provano dinnanzi alla perdita del chitarrista Hillel Slovak, fondatore con Kiedis, Flea e Jack Irons del gruppo; un pezzo davvero commovente.
Negli otto minuti della volgare Sir Psycho Sexy si ode un funk a tratti psichedelico, con alcuni ritornelli e distorsioni vocali. Per finire si conclude con They're Red Hot, pezzo ideato da Robert Johnson che viene stravolto in un rapidissimo funk-punk, che fa da chiusura all'album.

Ed ecco cos'è Blood Sugar Sex Magik, quello che considero l'album più bello dei Red Hot Chili Peppers, seguito a ruota da Californication. Per il resto siamo lì lì, fino al più commerciale By The Way che sembra aver disperso l'essenza del gruppo. Fortunatamente Frusciante, dopo l'abbandono nel 1992, è tornato a fare parte della band, garantendogli ancora successo. Adesso, precisamente il 5 Maggio, uscirà Stadium Arcadium, l'ultimo lavoro di Kiedis &co. in un doppio album attesissimo che dall'anticipo fornitoci dal single Dani California sembra far promettere davvero bene, sperando in un successo come il qui descritto disco.

Blood Sugar Sex Magik è sicuramente uno dei dieci album più belli che abbia mai sentito, perciò ve lo consiglio davvero di cuore, soprattutto per sentire quella vena funk/rock anima della California, che i Red sanno rendere al meglio, la quale ha influenzato molti artisti del ventesimo secolo.
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

Imola: Schumi trionfa

Oggi, Domenica 23 Aprile 2006, dopo più di un anno di astinenza dal primo posto irridato sul podio, la Ferrari di Michael Schumacher è tornata sul gradino più alto del podio, in una gara ad alta tensione.

Dopo un week-end molto buono, nel quale il campione tedesco ha conquistato la pole position, alla Rossa di Maranello non restava che vincere. Più facile a dirsi che a farsi.
Dopo una partenza scoppiettante, nella quale Michael ha distaccato di un paio di secondi Janson Button, Felipe Massa, Fernando Alonso e gli altri a seguire, la gara della Ferrari sembrava tutta in discesa data la difficoltà dei rivali nel stargli dietro. Al primo pit stop M. Schumacher aveva un vantaggio di ben 12s sullo spagnolo della Renault, in seconda posizione. In una seconda parte di gara palpitante, ha avuto inizio la rimonta di Alonso che guadagna la bellezza di un 1s 30' a giro, finchè non si è ritrovato al posteriore della Rossa numero 5. Ecco che ha avuto inizio il testa-testa tra i due campioni, già proposto l'anno scorso con posizioni invertite. Con grande padronanza della pista, esperienza e la giusta attenzione, ma soprattutto favorito dal fatto che ad Imola i sorpassi sono difficilissimi, Michael ha conservato la sua prima posizione. Anche dopo il secondo pit stop, per un paio di decimi di secondo, Fernando non ha potuto fare altro che tentare di innervosire il rivale facendosi vedere nei suoi specchietti. Ciò non è bastato allo riundo per conquistare la prima (e forse meritata per prestazioni della macchina) piazza.

Anche se ad un certo punto (tra il primo pit stop di Michael Schumacher e l'aggancio di Alonso) mi stavo un pò annoiando, come quasi immaginabile in un circuito come Imola, la gara si è fatta davvero interessante e sono stato con gli occhi incollati allo schermo. Ho visto moltissimi gran premi per molti anni e questo è sicuramente uno dei più tesi, almeno per il pilota in testa che si è dovuto difendere per metà gara. Il risultato finale mi aggrada, anche perchè Schumacher lo stimo come pilota e tutto sommato mi è sempre piaciuto, e poi perchè speravo che l'avanzata dello spagnolo fosse almeno per una gara interrotta. Tuttavia il mio sostegno va solo ed unicamente al filandese della McLaren, Kimi Raikkonen, quello che penso sia il più forte (dopo Schumacher) della Formula 1 anche se per sfiga e una macchina al momento non al massimo, non riesce a dire la sua; lo dimostra la quinta posizione di oggi.

Prossimo appuntamento al gran premio d'Europa tra 15 giorni. Se ne vedranno sicuramente della belle.
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 20, 2006

Pale Cocoon

Recentemente (oggi) ho visionato un'Anime che avevo tra i cluster dell'hard disk da un bel pezzo. Si tratta di Pale Cocoon, un piccolo gioiello d'animazione della durata di 22 minuti prodotto da Yoshiura Yasuhiro in più di un anno di lavoro.

Sono trascorsi molti secoli da quando l'umanità viveva tra verdi prati, acque cristalline ed un cielo blu speranza. Ora è rintanata in una struttura metallica artificiale, che la ingrettisce e la opprime sempre più. Il pianeta Terra appare come un vecchio e lontano ricordo ...
Ura è un giovane archeologo digitale, che si occupa di montare sequenze binarie di 0 e 1 relative alle memorie passate. In uno scenario deprimente, egli rimane letteralmente ammagliato dal fascino di come una volta era "la casa" dell'uomo. Assieme a lui c'è Riko, anch'essa giovane archeologa, che trascorre buona parte del tempo sdraiata su una grata a fissare la scura struttura che li ospita, quasi come se cercasse uno spiraglio che vada oltre quelle finte mura. Affranta nel vedere ciò che una volta era ma che non potrà avere mai, Rika si rassegna al suo triste destino, diversamente da come fa Ura, unico uomo ancora invogliato a vedere le memorie di un tempo.

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Non è facile descrivere a parole Pale Cocoon; oltretutto questo che ho riportato è solo un piccolo strascico personale di trama, di per sè molto breve ma davvero intenso. Quest'Anime spezza nettamente i canoni dell'animazione nipponica moderna, in quanto non si profila come opera fine a se stessa, ma agli ideali che vuole far emergere. Non propone nulla di nuovo, ma questo "nulla di nuovo" è reso in maniera eccelsa, stupefacente. Praticamente l'Anime vuole farci aprire gli occhi dinnanzi alla nostra esistenza. Viviamo in un'epoca in cui il digitale e l'artificiale sono parte integranti del Primo Mondo, in cui le persone vivono secondo ritmi frenetici, molti sono disinlusi e non riescono a trovare niente di buono che li soddisfi. Bene, Pale Cocoon ci propone di aprire gli occhi e guardarci attorno; ammirare la magneficenza del nostro pianeta, la pura e primordiale bellezza che ne traspira; Pale Cocoon ci dice chiaramente di fermarci e ritrovare noi stessi, ritrovare l'uomo di un tempo che viveva in armonia con la Terra e da essa dipendeva.

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Tutto questo non è sicuramente cosa da poco, soprattutto (come ripeto) per come è reso il prodotto. Non sto a fare una descrizione del livello dell'animazione, dei personaggi o quant'altro perchè leggerlo così non renderebbe giustizia all'intensità emotiva del breve OAV. Gli spunti sono ben noti: Asimov, 2001 Nights, la vecchia Fantascienza, etc ... Davvero una visionatura che vi consiglio, soprattutto per un finale a priori scontato ma realizzato divinamente.

Chiudo ponendomi una domanda, che vorrei rivolgere anche a quei pochi che leggono il post. Cosa stiamo diventando, noi uomini? Cosa siamo diventati in più di 4000 anni di storia? Forse persone al servizio del tempo e delle macchine? Ed il resto dov'è? Chi siamo realmente?
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

The Da Vinci Code: Quest on Google


Si intitola "The Da Vinci Code: Quest on Google", è online da lunedì mattina e può essere giocato direttamente dalla homepage del motore di ricerca di Mountain View. Ma non è un videogioco convenzionale. "Quest on Google" è quello che si definisce un Alternate Reality Game, ovvero un gioco che ricrea una realtà alternativa, come quella di un romanzo, da vivere a metà tra il "mondo di gioco" e il mondo esterno. In questo caso, la vicenda è un mistero in puro stile Dan Brown, e i luoghi da esplorare per venirne a capo sono la homepage (personalizzata) di Google e la grande Rete.

Sviluppato da Columbia Tristar per promuovere l'adattamento cinematografico del romanzo, in uscita il prossimo 19 maggio, il gioco proporrà, per ventiquattro giorni dal 17 aprile, una serie di enigmi logici e visivi in linea con le vicende narrate nel Codice da Vinci, da risolvere, in alcuni casi, navigando in rete e raccogliendo gli indizi disseminati dagli ideatori. Un piccolo universo ludico alternativo, come si conviene al genere, fatto di puzzle più o meno convenzionali, siti web costruiti ad hoc, testi e immagini da interpretare, come in un vero e proprio gioco investigativo online.



Il prossimo 11 maggio, per i primi diecimila giocatori che avranno risolto tutti i ventiquattro enigmi, uno al giorno, si aprirà l'accesso alla fase finale. Per gli utenti italiani, però, nessun premio in vista, dato che il concorso è riservato ai residenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Ma la risoluzione dei puzzle rimane aperta a tutti. E, inutile dirlo, in rete hanno già esordito i primi siti dedicati su cui scambiarsi suggerimenti e soluzioni. Appoggiandosi alla homepage di Google, "Quest on Google" può contare su un target di giocatori senza precedenti per un Alternate Reality Game (ARG). Una consacrazione, a suo modo, per un fenomeno esploso negli ultimi anni e che rappresenta oggi un nuovo modo di fare promozione online, a metà tra l'advergaming (il videogioco pubblicitario) e il marketing virale.
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 19, 2006

Un telescopio cerca alieni

Usa: andrà a caccia di tracce luminose

Inizia una nuova era per il programma Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence). Grazie al primo telescopio ottico dedicato alla ricerca di tracce visibili di civiltà aliene, presto gli scienziati americani potranno utilizzare un'arma più efficace per passare al setaccio l'universo a caccia di extraterrestri. Installato presso il Centro Smithsonian per l'Astrofisica all'osservatorio Oak Ridhe, lo speciale occhio sviluppato dall'osservatorio di Harvard ha uno specchio dal diametro di 1,8 metri ed è in grado di analizzare l'intera Via Lattea nell'arco di un anno.

Nello specifico, il progetto prende spunto dall'ipotesi avanzata da alcuni esperti, secondo cui le popolazioni aliene userebbero dei segnali luminosi per comunicare. "Inviare segnali luminosi nell'universo - ha osservato il responsabile del progetto, Bruce Betts - potrebbe essere il modo più logico per raggiungere gli extraterrestri. Finora non siamo riusciti a captare nulla, perché male equipaggiati a ricevere qualsiasi tipo di segnale".

Dagli anni '60 gli astronomi utilizzano i radiotelescopi in cerca di segnali radio inviati da forme di intelligenza aliena, ma secondo altri scienziati sarebbe invece possibile che le civiltà aliene si servano di fasci di luce per comunicare. La luce visibile può infatti formare raggi molto brillanti, essere incredibilmente intensa, e con le sue alte frequenze trasportare grandi quantità di informazioni. Usando la nostra attuale tecnologia, si può già emettere un raggio di luce, brillante e ben diretto, come quello di un laser, 10mila volte luminoso, come le nostre stelle, per un breve istante ed essere quindi osservati anche da distanze enormi.


"Con questo nuovo sistema siamo in grado di realizzare un trilione di misure al secondo - ha spiegato Paul Horowitz, dell'università di Harvard - ed espandere di 100.000 volte la copertura del cielo rispetto alle nostre precedenti ricerche ottiche. Il telescopio può fare la scansione delle strisce luminose nel cielo, servendosi di una macchina fotografica costruita su misura, contenente una serie di segnalatori in grado di rilevare un miliardo di flash di luce al secondo".
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 17, 2006

I ragazzi del ventesimo secolo

Come avevo anticipato giorni or sono, ho intrapreso lentamente la via delle letture di qualità, di quei fumetti che si distaccano dagli altri per consistenza e bellezza sopraffina. E con i Rolling Stone in sottofondo musicale (quale non più indicato?!), vedrò di recensire, come forse alcuni avranno già potuto intuire dal titolo, una delle opere più belle di Naoki Urasawa ...

20th Century Boys


Questo titolo molto accattivante non tutti sanno che è tratto da una canzone dei Tyrannosaurus Rex, il gruppo musicale anni '60 fondato da Marc Bolan, assieme a Steve Peregrin Took e John Peel, successivamente abbreviato in T-Rex (per maggiori informazione vi rimando a questo sito). Questo Manga, pubblicato in Giappone sulla testata Big Comic Spirits, ed editto in Italia dalla Panini Comics, è uno dei più acclamati ed apprezzati fumetti al mondo. La maestria con la quale Urasawa narra le vicende di Kenji &co. è propria solo di uno capace di costruire trame davvero complesse, ricche di salti temporali, ove gli aspetti psicologici dei personaggi vengono esaltati ai massi livelli e le atmosfere mai trascurate.
Questo è 20th Century Boys, un concentrato di saggezza narrativa che coloro che snobbano i fumetti dovranno fare testo che c'è del buono anche in questo mondo del bianco e nero.



In un formato davvero congeniale, di 13x18, assortito di sovraccopertina, con oltre 190 pag. a volume, al prezzo di 7,00 €, dal 2002 la Panini Comics ha proposto al mercato italiano (esclusivamente quello di librerie specializzate e fumetterie) questo must narrativo.

Ma vi chiederete di cosa tratta questa serie?! Una breve trama dell'opera è il modo migliore per farvi incuriosire a dovere ...
Anno 1968: un gruppo di ragazzini come tanti, che lentamente stava scoprendo il mondo, giocava a costruirsi una base segreta e a salvare l'umanità dai cattivi. Per identificarsi come veri amici questi ragazzi idearono un simbolo a forma di occhio con all'interno una mano indicizzata verso il cielo.
Anno 1997: protagonista principale della storia è Kenji Endo, uno di quei ragazzini tra i quali spiccava per esuberanza e voglia di fare, che ora amministra un piccolo spaccio aperto 24 ore, al posto del vecchio negozio di alcolici di famiglia. Oltre alle incessanti prediche della madre, il nostro è costretto ad occuparsi della piccola Kana, la figlia di sua sorella lasciatagli misteriosamente a tempo indeterminato. La sua vita da single è scombussolata alla notizia della morte di un compagno d’infanzia, Donkey, che sembra essersi suicidato gettandosi dal tetto della scuola dove insegnava. Una morte sospetta, che spinge Kenji a cercarne i motivi, iniziando un viaggio temporale a ritroso, nel quale rispolvererà la sua infanzia assieme ai suoi vecchi amici, che conduce a una misteriosa setta guidata dall' "Amico", il cui fine è la distruzione del genere umano.
All'inizio del ventunesimo secolo un gruppo di persone viene acclamata dall'ONU come coloro che anno salvato il mondo.



Allora che ve ne pare? Beh, i palati più sopraffini non posso di certo farselo sfuggire. Come già preannunciato, sono presenti davvero molti flashback che rendono il ritmo della narrazione molto dinamico e travagliato. Partendo dall'infanzia di questo gruppo di ragazzini, si arriva al '97 epoca in cui la setta dell' "Amico" inizia a farsi conoscere al mondo, e periodo nel quale la vita di Kenji subirà un taglio radicale. Attualmente la Panini ha già pubblicato 19 volumi e dal Giappone i segnali sembrano ben lungi da far intendere una conclusione a breve dell'opera.
Il biglietto per il futuro è sempre bianco.

aprile 13, 2006

Ecco che ritornano...

Ma porca loca, all'improvviso me li ritrovo tra i timpani sti segaioli, eppure non posso farne a meno. Ma dico io ... fino a oggi pomeriggio, per quasi sei mesi, ne avevo fatto a meno, sostenendo che i Social Distortion rullano di più, sono più musicali e altre balle varie. Poi mi sento un macello di canzoni di altri generi, che non hanno nulla a che spartire con ste checchine; e te pareva che mia cugina, si proprio lei, una loro fan sfegatata che sa pure quanti grammi di erba si fumano al giorno, mi deve proprio fare ricadere in questo vizzio.

Già perchè adesso che li riascolto con molta più calma, ritrovo nuovamente questo spirito che anima la musica e che fa ribollire il sangue nelle mie vene; riscopro di nuova la vitalità cancellatami da quei fricchettoni dei Radiohead.

E vabbè pace, si vede che era proprio destino ... io da sti qui, in fin dei conti, non posso prescindere e non posso più dire che sono un gruppo come tanti perchè non faccio altro che raccontare un sacco di cazzate a me stesso. Imho, se ritorna ai vecchi ascolti.
Give me something that I need
Satisfaction guarantee to you
Bacause I'm thinking about
A brand new hope
The one I've never know
'Cause now I know
It's all that I wanted

Green Day - "Macy's Day Parade"


Il biglietto per il futuro è sempre bianco.